FOTOGRAFIA DI SCENA: UNA QUESTIONE DI DIALOGO
La scena è il mio spazio naturale e negli anni ho avuto l’opportunità di coprire spettacoli straordinari nei contesti più diversi, in una continua crescita che mi ha portato dalla fotografia concertistica a quella di Teatro e Danza contemporanea: dai concerti della Civica Jazz Band al Teatro Strehler al Coro della Cappella Marciana in San Marco a Venezia, dall’Orchestra Coccia nella Basilica di Sant’Ambrogio alla Schola Cantorum di Basilea, dalle rassegne di opera lirica coreana del Teatro Dal Verme ai progetti innovativi di opera lirica contemporanea di Opera Lab. 64 al Teatro Carcano, dagli allievi del Corpo di Ballo de La Scala alle Rassegne di Teatro Danza del Teatro Elfo Puccini, dalle Commedie del Teatro Martinitt alle rassegne teatrali di Prosa e Danza contemporanee della Civica Paolo Grassi.
Ogni palco mi ha arricchito moltissimo, educandomi a raccontare l’unicità di ogni spettacolo attraverso un dialogo costante con la regia, i performer e le maestranze che si muovono sul palcoscenico, ma – soprattutto – con le luci di scena; un linguaggio, quest’ultimo, che recentemente ho avuto l’opportunità di approfondire grazie al Seminario di Light Design presso la Scuola di Teatro Paolo Grassi.
Se dovessi raccontare la mia fotografia di scena per immagini, però, partirei senza dubbio dai camerini dove nei pochi minuti di trucco e di concentrazione che precedono l’apertura del sipario si condensano le emozioni di un intero spettacolo; perché il teatro è fatto di storie ma le storie iniziano negli artisti che le rappresentano.